Tuesday, February 19, 2008

amigurumi

Amigurumi è un termine giapponese e vuol dire letteralmente "giocattolo imbottito fatto a maglia"; anche se il metodo più diffuso è a uncinetto. Gli animaletti, ma anche alberelli o altri oggetti sono molto graziosi. Questo gattino è il  mio primo "amigurumi". L'ho "pescato" in un blog giapponese (cliccare il titolo) tradotto all'inglese. Prometto di tentare una traduzione all'italiano.

Monday, February 18, 2008

empanadas


La "empanada" è un tipico calzone di carne, e non solo, molto diffuso in Latinoamerica. La sua antenata è spagnola, precisamente "gallega" della Galizia, dove usavano farcire il pane con del pesce o della carne che i pastori o i pellegrini  portavano con se. Il passo successivo fu cuocere insieme la pasta del pane e il ripieno assieme. Era nata la empanada, portata nel nuovo mondo dagli spagnoli. Ecco la ricetta. Prometto la foto in seguito.

Ingredienti per la pasta:
1 kg. di farina
100 grammi di strutto o margarina
1 bicchiere di acqua 
1 pizzico di sale
Amalgamare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta morbida. Lasciare riposare per mezz'ora.
Nel frattempo, preparare l'impasto:
1 kg. di carne macinata
2 cipolle medie
2 cipollotti (non levare le foglie!)
1 spicchio d'aglio
1/2 peperone (facoltativo)
1 manciata di uva passa
10 olive (circa)
1 uovo
pimentòn spagnolo (simile alla paprica, non facile da reperire, si trova sia dolce che piccante)
comino (NO CUMINO!)
sale
Far bollire l'uovo, e tagliarlo a dadini. Mettere da parte.
Mettere l'uvetta passa in acqua calda e mettere da parte
Tritare la cipolla,l'aglio e i cipollotti, comprese le foglie e il peperone. Soffriggere per pochi minuti e aggiungere la carne macinata che non deve cuocere per molto, altrimenti le empanadas non saranno "succose". Aggiungere l'uvetta ben strizzata, le olive tritate grossolanamente e l'uovo. Amalgamare tutto bene e condire con sale, comino e pimenton.
Prendere la pasta, fare delle palline della grandezza di una pallina di golf. Stirarle una ad una fino ad ottenere una pasta piuttosto sottile, tagliare dei cerchi (io utilizzo un piatto da tazza da tè) riempire con un cucchiaio circa di ripieno e chiudere. La chiusura va fatta passando un dito bagnato in acqua salata intorno al cerchio e schiacciandolo con una forchetta. Mettere in una teglia foderata con carta forno, spennellare con l'uovo e infornare per una quindicina di minuti circa.

aspiranti Clown

Siamo ancora alla ricerca del nostro clown. Nel frattempo,abbiamo cominciato a vestirlo dotandolo di parrucca, cappello e tutto il resto. Speriamo che si faccia vivo almeno per dirci se i vestiti sono di suo gradimento!

gatto che pesca


Qualcuno mi ha chiesto perchè il mio blog si chiama "gatto che pesca"
Ecco alcune risposte:
  1. Ho un gatto.
  2. E' il titolo di una bella canzoncina per bambini la cui autrice è una bravissima cantautrice argentina, Maria Elena Walsh.
  3. Internet è come un grande oceano. Ogni giorno, o quasi, usciamo con il mio gatto a navigare, cercando di attirare nella nostra rete cose belle ed utili da condividere con tutti.
  4. Lo sapevate che a Parigi esiste la "via del gatto che pesca"? In un altro post vi racconterò la storia.

Friday, February 8, 2008

Mediterraneo, vuelta

 


Mientras camino de vuelta de mi paseo por la playa, despues de haber leido a mi amiga Serena "el general en su laberinto" en castellano, siento en mi Ipod Joan Manuel Serrat que canta los versos de Machado:

Caminantes no hay caminos
se hace camino al andar
al andar se hace camino
y al volver la vista atras
se ve la senda que no
se ha de volver a pisar
Caminantes no hay camino
sino estelas en la mar.......


Mediterraneo, Ida



Segun la leyenda, Eneas desembarco en estas playas. Aqui empezo la historia de Roma.
Han pasado mas de dos milenios. 
Para alguien como yo, que viene del Nuevo Mundo, donde cualquier cosa que tenga mas de un siglo se puede considerar una antiguedad, es fascinante. 
Mientras camino enchufada a mi Ipod, sintiendo Joan Manuel Serrat que canta Mediterraneo,
pienso que es uno de los pocos lugares donde la mirada se pierde en el horizonte. 
El otro son los espacios inmensos de mi Argentina.